Pirateria

L’avvento degli eBook ha tuttavia sollevato anche una serie di problematiche. Questo tipo di prodotto è infatti soggetto allo stesso tipo di attività illegale – definita pirateria digitale – che coinvolge anche film e musica. Alcune piattaforme infatti offrono sui propri siti i link per i download gratuiti degli eBook, un’operazione che fa sì che né l’editore né l’autore riceva alcun compenso per la loro opera.

Nel tentativo di combattere questa piaga, il 27 maggio 2015 l’Alta Corte inglese ha decretato per i 5 grandi fornitori di servizi internet del Regno Unito – BT, EE, Sky, TalkTalk, Virgin Media – l’obbligo di interdire l’accesso a 7 siti internet accusati di offrire in maniera illegale un totale di 10 milioni di eBook[23].

Da molti anni, l’ebook circola sia in campo professionale che in quello scientifico, tuttavia è solo grazie all’ampia diffusione degli e-reader che l’ebook diventa accessibile al grande pubblico. Ciò ha causato l’inevitabile invasione della pirateria digitale ai danni degli autori.

L’Associazione italiana editori (Aie), ha recentemente reso noto le impressionanti cifre che testimoniano l’ampia diffusione della pirateria di ebook. Infatti, analizzando i dati, emerge che in Italia, su 19 mila ebook, ben 15 mila sono disponibili nella versione pirata. Un numero enorme dal quale si può dedurre che più del 70% dei titoli digitali si può scaricare gratuitamente dai circuiti P2P o dalle piattaforme di file hosting (tipo MegaUpload). Inoltre, secondo una stima fatta nel Febbraio del 2012, su 25 best seller in classifica, il 75% circa è già disponibile sul web in versione pirata.[24]

Proprio in Italia, il fenomeno della pirateria sembra essersi diffuso più che in altri paesi. Al fine di studiare il problema, è stato pubblicato un ebook intitolato Le isole dei pirati, a cura dell’Aie e scritto dal legale esperto di pirateria Renato Esposito. L’opera si incarica di tracciare una “mappa della pirateria e dei suoi modelli di business”. Da questo studio, è emerso in Italia vengono rimossi 500 ebook al giorno, con un ritmo che porterà a 180mila rimozioni alla fine del 2015, ovvero 40mila in più rispetto al precedente anno. Tuttavia, la forza della pirateria non è la tecnologia, come si potrebbe pensare, bensì la numerosità delle persone che si cimentano in questa pratica. Non è necessario essere particolarmente esperti.[25]

Così come in Italia, anche in Germania il fenomeno della pirateria di ebook sembra aver preso il sopravvento negli ultimi anni. Infatti, secondo un recente articolo pubblicato dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine [26], il 90% dei lettori di ebook ad argomento narrativa, fantasy e manualistica usano ebook piratati. Tuttavia, è difficile poter quantificare in termini economici la reale perdita, siccome molte persone, probabilmente, non leggerebbero neppure se dovessero pagare per avere accesso ad un libro elettronico. Nell’articolo vengono altresì messe in luce alcuni soluzioni per poter combattere il fenomeno. È difficile fare una denuncia di ciò che avviene ma si cerca di rimuovere i link; a tale scopo, vengono ingaggiate aziende specializzate, che richiedono la rimozione di file protetti dai servizi di file sharing; Nonostante ciò, gli hacker usano programmi automatici per ricaricare non appena il file originale viene eliminato. Coloro che caricano sul web internet illegalmente, non agiscono in maniera disinteressata, ma per guadagnarne. Infatti, i siti su cui viene eseguito l’upload guadagnano mediante la pubblicità e gli account premium degli utenti che scaricano dati. Chi mette on line file riceve denaro dal servizio hosting, in base alla dimensioni e alle migliaia di scaricamenti. Inoltre, ne ricavano profitto le compagnie pubblicitarie che forniscono le inserzioni ai servizi di hosting e i provider di servizi finanziari attraverso cui i pagamenti possono avvenire anonimamente. Infine, i server si trovano spesso in territorio europeo, ma i siti sono registrati ai Caraibi, così che è difficile intervenire.

Tuttavia non in tutti i paesi la situazione è così degradante. Secondo alcuni dati resi noti recentemente nel Regno Unito, l’editoria è il settore meno afflitto dai download illegali e dalla pirateria online in tutta l’industria dell’intrattenimento. Secondo il quotidiano inglese Guardian, solo l’1% della popolazione britannica dai 12 anni in su ha letto libri scaricati illegalmente. La ricerca, condotta in Uk da Kantar Media, rivela che i consumatori di ebook sono quelli che hanno pagato in numero maggiore per i contenuti di cui hanno usufruito rispetto ai consumatori di altro tipo (film, musica, videogames ecc.). Per Richard Mollet, responsabile dell’Associazione degli Editori inglese, le “ragioni per cui i lettori preferiscono i servizi legali a quelli illegali sono la convenienza e la reperibilità”. Le vie per procurarsi ebook piratati, in effetti, sono spesso impervie e, a volte, il prezzo già basso dei libri digitali non giustifica rischi e perdite di tempo.

La pirateria è un fenomeno dilagante che affligge ulteriormente l’industria culturale, già provata da anni di crisi. Chi ne fa maggiormente le spese sono gli autori, in particolar modo gli “autori medi”, ovvero coloro che non vendono best seller. Spesso, molti di loro non ottengono alte entrate, tanto che un minor apporto potrebbe comportare la cessazione della loro attività produttiva. Chi pratica la pirateria di solito, non considera che questa pratica mette a repentaglio posti di lavoro preziosi, di persone spesso tutt’altro che facoltose, precludendo così a molti autori di poter proseguire la loro attività. Ad esempio, in Spagna, Paese colpito dalla pirateria anche più dell’Italia, un recente rapporto della Coalición de Creadores e Industrias de Contenidos (quindi non solo l’industria dei libri) ha stimato che la pirateria ha distrutto 30 mila posti di lavoro diretti, ai quali si aggiungerebbero altri 150 mila impieghi indiretti se fosse debellata.

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